La forza mentale nello sport

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la forza mentale

Ti è mai capitato di conoscere persone che, una volta raggiunto un obiettivo, seppur dovendo superare delle difficoltà, decidano di fissarne subito un altro? Spesso i grandi vincenti della storia dello sport hanno questo tipo di mentalità.

In un precedente articolo ho parlato di resilienza, ovvero della capacità di superare velocemente situazioni avverse (Perry, 2015). In realtà ci sono persone che non solo lo sanno fare, ma vanno oltre, mettendo alla prova le proprie abilità attraverso nuove sfide. Ecco allora che si può parlare di Mental Toughness (forza mentale), definita sempre da Perry (2015) come un tratto della personalità che indica quanto qualcuno sia in grado di andare avanti verso un obiettivo nonostante le avversità, gli agenti stressanti e le pressioni esterne.

Caratteristiche

Secondo la teoria delle 4C di Clough e Strycharczyk (2012), chi è “mentally tough” agisce generalmente nei modi descritti dalle seguenti parole.

  • Challenge (vede un’opportunità in un cambiamento, in una sfida o in un’avversità).
  • Committment (fa promesse e le mantiene).
  • Control (crede di poter controllare ciò che accade e le emozioni che prova).
  • Confidence (pensa di avere l’abilità di affrontare ciò che lo aspetta e la forza interiore di resistere quando necessario).

Vantaggi

Per quanto il concetto di Mental Toughness sia applicabile a tutti i contesti in cui una persona può agire, vari studi effettuati negli anni sono stati svolti soprattutto in ambito sportivo (Clough et al. 2002; Nicholls et al., 2008; Levy et al., 2006). Questi hanno verificato che chi è “forte mentalmente” di solito:

  1. all’aumento dello sforzo richiesto percepisce meno pesante il lavoro fisico;
  2. con feedback negativi dopo una prestazione, molto difficilmente peggiora nella prova successiva;
  3. usa strategie focalizzate solo sul compito da eseguire;
  4. resiste meglio allo stress e non si fa prendere dalle emozioni;
  5. ha maggiore resistenza al dolore durante i percorsi di riabilitazione dopo un infortunio.

Horsburgh et al. (2009) hanno constatato come la Mental Toughness è influenzata sia da fattori genetici che situazionali/ambientali. Questo mi permette di poter lavorare per provare a migliorarla in chi ne sente il bisogno, intervenendo, come sottolineano Clough e Strycharczyk (2012), sul pensiero positivo, la gestione dell’ansia, il controllo dell’attenzione e la definizione di buoni obiettivi.

Bibliografia


Clough, P.J.; Earle, K.; Sewell, D. (2002). Mental toughness: the concept and its measurement. In Cockerill, I. (Ed.), Solution in sport psychology. Thomson: London

Clough, P.J.; Strycharczyk, D. (2012). Developing mental toughness: Improving performance, wellbeing and positive behavior in others. Kogan Page: London.

Horsburgh, V.A.; Schermer, J.A.; Veselka, L.; Vernon, P.A. (2009). A behavior genetical study of mental toughness and personality. Personality and Individual Differences, 46, pp100-105.

Levy, A.; Polman, R.; Clough, P.; Marchant, D.; Earle, K. (2006). Mental toughness as a determinant of beliefs, pain and adherence in sport injury rehabilitation. Journal of sport rehabilitation, 15, pp. 246-254.

Nicholls, A.R.; Polman, R.C.J.; Levy, A.R.; Backhouse, S. (2008). Mental toughness, optimism and coping among athletes. Personality & individual differences, 44, pp.1182-1192.

Perry, J. (2015). Sport psychology: a complete introduction. Hodder & Stoughton, Great Britain.

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