Il conflitto nello sport

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Il conflitto nello sport

Ti sarà sicuramente capitato di avere una discussione, più o meno accesa, con un vostro compagno di squadra o collega. È naturale che ci siano situazioni in cui due o più persone abbiano idee e prospettive diverse, ciò che fa la differenza è il modo in cui questo conflitto viene risolto…

Definizione

Levi (2001) ha distinto tra conflitti:

  • buoni, in cui il motivo del contendere è il modo per portare a termine un compito;
  • cattivi, in cui è proprio l’obiettivo l’oggetto di discordia.

Nel primo caso confrontarsi e analizzare la situazione da più punti di vista può portar a trovare la soluzione migliore. Un team dovrebbe permettere a tutti di esporre le proprie idee, valutarle e scegliere, di conseguenza, come agire.

Al contrario, ambire a traguardi differenti, a volte in contrasto, può generare problemi nelle azioni del gruppo, tanto da portare alla rottura del rapporto di collaborazione. Pensa ad una squadra di calcio, orientata a provare a vincere una delle ultime gare della stagione, che ha all’interno un giocatore che vuole a tutti i costi il titolo di capocannoniere: siamo sicuri che il calciatore in questione non sfrutti tutte le occasioni possibili per tirare in porta, anche quando passare la palla ad un compagno sarebbe più logico? E se la smania di segnare non portasse a realizzare gol?

Tipo di contrasto

In realtà quello sugli obiettivi è solo un tipo di conflitto, tanto che Malaguti (2007) ne individuati altri.

  • Potere: si cerca di ottenerne di più o ci sono problemi nella sua gestione (es. due giocatori di un team che cercano di avere la leadership).
  • Risorse: si vuole avere più di quanto previsto (es. non equa divisione dei premi, uno stipendio più alto degli altri, etc..).
  • Percezioni: diversi modi di vedere e interpretare le situazioni possono creare contrasti (es. quando più atleti attribuiscono differenti cause ad una sconfitta della propria squadra).
  • Valori: si mettono in discussione le norme (esplicite o implicite) di un gruppo, fino a non rispettarle.
  • Sentimenti ed emozioni: non si riconosce o si minimizza il modo diverso che gli altri hanno di vivere un evento (es. non considerare la delusione di un compagno per non averlo aiutato abbastanza in partita).
  • Bisogni: le esigenze personali del singolo sono diverse da quelle della squadra o di altri suoi elementi (es. un giocatore vuole vincere mentre il gruppo pensa a divertirsi).

Azioni di conflitto

I modi in cui due o più persone si comportano in caso di contrasto può ricadere in una delle seguenti tipologie (Arielli e Scotto, 2003).

  • Divergenza: due persone hanno obiettivi diversi (seppur nello stesso gruppo) e adottano strategie differenti per raggiungerli.
  • Concorrenza: l’intento è lo stesso per i soggetti, ma i modi per realizzarlo sono indipendenti e diversi tra loro.
  • Ostacolo: una persona può disturbare con le sue azioni un’altra pur di ottenere quanto desiderato da entrambi.
  • Aggressione: in questo caso si attacca direttamente un individuo che ambisce allo stesso traguardo.

Quando si cerca di risolvere un conflitto, sarebbe opportuno capire che tipo di contrasto sta vivendo un gruppo o una coppia, esplicitare le situazioni e trovare un compromesso che possa andare bene a tutti gli attori in causa, evitando conseguenze quali il deterioramento dei rapporti.

Bibliografia

Arielli, E. ; Scotto, G. (2003). Conflitti e Mediazione: Introduzione ad una Teoria generale. Mondadori: Milano.

Levi, D (2001) . Group Dynamics for Team. Sage: Thousand Oaks.

Malaguti, D. (2007). Fare Squadra: Psicologia dei gruppi di lavoro. Il Mulino: Bologna.

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